Iniziative

Costruzione di una scuola ad Herat, Afghanistan

Nel Distretto di Injil, il 4 aprile 2011 è stata inaugurata la scuola intitolata a Maria Grazia Cutuli. Alla cerimonia tra le autorità erano presenti il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, il Governatore di Herat dott. Sabha e il Procuratore Generale di Herat Maria Baschir insieme a Donata e Mario Cutuli fratelli della giornalista scomparsa.

Il progetto della scuola, che sorge nel villaggio di Kush Rod, è stato ideato e finanziato dalla Fondazione Maria Grazia Cutuli ed è stato elaborato in Italia attraverso un gruppo di lavoro a cui hanno partecipato gli studi di architettura Ian+ (Carmelo Baglivo, Luca Galofaro e Stefania Manna), Ma0 (Ketti Di Tardo, Alberto Iacovoni e Luca La Torre) e 2A+P (Gianfranco Bombaci e Matteo Costanzo) insieme al presidente della Fondazione l’arch. Mario Cutuli.

Il Provincial Reconstruction Team (PRT) di Herat, nelle sue componenti militare e civile, ha sostenuto il progetto provvedendo alla ricerca di un’area adatta alla costruzione e fornendo il sostegno logistico all’operazione. I contatti con le autorità locali e l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni sono state favoriti dal contributo sinergico del comando del PRT con i rappresentanti della cooperazione del Ministero degli Affari Esteri ad Herat.

Il complesso occupa un’area di 2000 mq, di cui 700 mq sono destinati all’edificio scolastico vero e proprio, costituito da 8 classi per 28 alunni ciascuna, una biblioteca su due livelli e i servizi alla didattica. Altri 700 mq, all’interno del giardino della scuola, sono adibiti ad orto e finalizzati a colture varie e l’Ong Gvc ha fatto piantare 60 alberi da frutta.

Il colorificio San Marco di Venezia ha donato la vernice per la colorazione dei muri esterni, la sede catanese dell’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance Catania) ha contribuito al progetto con una donazione finalizzata alla biblioteca della scuola e il Corriere della Sera ha donato 50 computer che hanno contribuito a fare di questa scuola un istituto all’avanguardia. La provincia Regionale di Catania, infine, ha deciso di impegnarsi per proseguire ed ampliare il complesso scolastico donando anche un centro di attività ricreative e sanitarie per la corretta formazione e la crescita dei ragazzi di questo villaggio.

Pur rispettando gli standard qualitativi e quantitativi stabiliti dal Dipartimento dell’Educazione afghano, attraverso il progetto di questa scuola è stata realizzata una struttura innovativa per sottolineare il valore simbolico di questo istituto che intende essere un ideale proseguimento del lavoro di studio e di ricerca iniziato da Maria Grazia in questo territorio ma anche un segnale di pace, un gesto d’amore e d’amicizia nei confronti dell’Afghanistan.

Il progetto della scuola Scarica »


Pubblicazione della biografia di Maria Grazia Cutuli nella collana le “farfalle” di ali&no editrice

Nel ottobre del 2011 è stato pubblicato il libro “Maria Grazia Cutuli” nella collana le “farfalle” di ali&no editrice, collana interamente dedicata alla scrittura di viaggio al femminile diretta dalla scrittrice Clara Sereni, che devolve il diritto d’autore alla Onlus “La città del sole”.

Il lavoro è stato realizzato in stretta collaborazione con la Fondazione e la famiglia Cutuli che hanno permesso un attento lavoro di ricostruzione mettendo a disposizione l’archivio e i ricordi di Maria Grazia.

L’introduzione è di Donata Cutuli, sorella di Maria Grazia, la prefazione è di Carlo Bonini, firma autorevole di “Repubblica” e amico di Maria Grazia, mentre la postfazione è di Giuliana Sgrena, inviata del “Manifesto” rapita in Iraq a distanza di pochi anni. Il libro è ricco di testimonianze, lettere, scritti e riflessioni di Maria Grazia mai pubblicati prima d’ora.

Le pagine di questo libro, composte con passione, curiosità e intelligenza da un’altra giornalista del nostro tempo, Cristiana Pumpo, raccontano la storia di una giovane donna che ha tradotto i giorni della sua vita in passione. Raccontano la determinazione, l’inquietudine, la curiosità, il rigore e gli affanni di chi decide, spesso contro la mentalità corrente, che il corso della vita debba rispondere solo alle ragioni del proprio sentire e si mette in viaggio. Queste pagine raccontano la storia di Maria Grazia Cutuli, inviata del Corriere della Sera, uccisa a 39 anni in Afghanistan nel 2001, mentre faceva il suo lavoro, lungo la strada che da Jalalabad porta a Kabul.

Come scrive Carlo Bonini nella prefazione al volume «Il giornalismo c’entra, certo. Ma non spiega tutto. È un indizio. Il sintomo di una irrequietezza. Della fame di vivere dentro le cose. Lì dove le cose accadono. Di una ricerca di empatia con altri mondi, altri esseri umani. Possibilmente diversi, diversissimi, da sé. Da condividere.»


Pubblicazione della graphic story “Maria Grazia Cutuli. Dove la terra brucia” edita da Rizzoli Lizard, di Paola Cannatella e Giuseppe Galeani

Nel ottobre del 2011 è stata pubblicata la graphic story “Maria Grazia Cutuli. Dove la terra brucia” edita da Rizzoli Lizard, di Paola Cannatella e Giuseppe Galeani. Il Progetto è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Cutuli che ha collaborato con gli autori e le strutture di Rcs, e insieme alla famiglia Cutuli che attraverso l’archivio e i ricordi di Maria Grazia ha fornito le fonti per il lavoro di ricerca.

Il 19 novembre 2001 scompare una delle voci più appassionate dell’informazione italiana, esempio illustre di quel “giornalismo differente” che ha rivoluzionato la notizia, oltrepassando la linea di confine tra l’essere spettatore e il diventare autentico testimone delle tragedie umane.

Dove la terra brucia racconta la donna e la reporter Maria Grazia, donando nuova vita alle sue stesse parole, quelle apparse negli articoli che l’hanno resa celebre, ma anche quelle conservate nei suoi diari più intimi.

Un efficace esempio di graphic journalism tutto italiano che illustra le tappe di una carriera dedicata alla verità, da Catania a Milano, dalla Cambogia fino in Afghanistan, lì dove la terra bruciava sotto il fuoco dei bombardamenti e si manifestavano quegli oscuri eventi che hanno minato le fondamenta dell’assetto politico ed economico del mondo intero.